30/01/2012
Omaggio a Dino Buzzati
Gennaio 2012, 40 anni dalla scomparsa di Dino Buzzati
"Partito ad esplorare il regno di mio padre, di giorno in giorno vado allontanandomi dalla città e le notizie che mi giungono si fanno sempre più rare. Ho cominciato il viaggio poco più che trentenne e più di otto anni sono passati, esattamente otto anni, sei mesi e quindici giorni di ininterrotto cammino" Incipit da I sette messaggeri
Milo Manara (da Corriere.it)
Ho un grande debito nei confronti di Dino Buzzati, perché forse, senza di lui, non avrei fatto questo mestiere. Quando ho deciso di dedicarmi al fumetto, sia per gli studi che per l'educazione ricevuta ho sentito questa scelta come una specie di retrocessione. Passare dalla pittura a un genere considerato all'epoca di serie B mi sembrava un tradimento, un gettare la tonaca alle ortiche. Invece, proprio la scoperta del suo Poema a fumetti, opera per me cruciale, mi ha fatto ricredere: il fumetto aveva una sua nobiltà e il mio non sarebbe stato un passo indietro.
Da lì ho riflettuto sulla sua pittura e mi sono reso conto che Dino Buzzati era un artista post moderno ante litteram, un artista totalmente libero da qualsiasi scuola e «incidente» storico, cosa che, lui vivente, portava gli altri a guardare i suoi quadri con diffidenza. Dino Buzzati anticipava i tempi, e lo dimostrano I miracoli di Val Morel, opera di una maturità e una consapevolezza assolute.
Il secondo momento cruciale del mio rapporto con Dino Buzzati è stato quando l'ho «reincontrato» disegnando, sotto la guida di Federico Fellini Il viaggio di G. Mastorna, il film, purtroppo mai realizzato, che scrisse a quattro mani con lui. Lì, attraverso i racconti che mi faceva Federico, ho potuto conoscere l'«uomo Buzzati» e nello stesso tempo ritrovare i suoi temi più classici, quei temi che ne fanno un autore profondamente moderno: lo spaesamento, l'incomprensibilità di quello che succede, la mancanza di significati, il senso di impotenza e di ineluttabilità, oggi sempre più forti e presenti.
Eppure no, mi spiace, ma non vedo eredi: sia per la frana culturale che ci ha investito e ha compromesso tutto, sia, soprattutto per la dimensione non tanto dei maestri, ma degli eredi stessi.
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28/01/2012
Inquietudine
Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un'angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia-
definitivamente l'indefinito.
dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
Di chi dormeirrequieto, mezzo sognando.
Alvaro de Campos (Fernando Pessoa)
Incipit
Il mantello nero e morbido del cielo si cala materno sui tetti delle case, sugli alberi spogli, sulle strade luccicanti. L’aria nordica e frizzante scuote le persiane accostate e solleva i lembi del mio cappotto al ritmo di un passo affrettato: una mano a stringere il bavero e l’altra a fermare il cappello, la sciarpa svolazzante e leggera dietro le spalle, cammino seguendo un labirintico disegno di vicoli. Cammino desiderando di correre, l’anima più alleggerita ad ogni passo, mentre curioso sperimentatore di un entusiasmo fanciullesco, respiro golosamente il freddo e il nero. Immagino minute e spumeggianti nubi scendermi lungo la gola ed espandersi dense nello stomaco, infiltrarsi nelle vene e circolare lente e infine uscire dalla mia bocca sotto forma di candido vapore.
In tasca custodisco gelosamente il suo biglietto “ci vediamo all’alba, là dove lo spirito è di pietra”.
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27/01/2012
Incipit
Tracce... come una fila d'impronte sulla spiaggia che ci invita a seguirne il cammino andando comparando la lunghezza del passo, gli incipit ci invitano ad immaginare, a leggere a inventare
Incipit famosi e anonimi, versi di grandi poeti e cantautori si intrecciano in questo blog dedicato al piacere della letteratura e al gusto dell'immaginazione.
21:46 Scritto da: blackat127 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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La giornata della memoria
"Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo"
Primo Levi
Soffia nel vento l'eco della storia
porta follia e saggezza
pensieri illuminati
e inaudite crudeltà...
Muove le nuvole
sopra città devastate e ricostruite...
scuote gli animi
sussurrando di guerre e di paci
di uomini stupidi e sfrontati
che spesso della vita si son beffati...
Soffia nel vento l'eco della storia
muove coscienze, mina gli imperi
sostituisce il dubbio all'assoluto credo
la libertà alla più comoda cecità.
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22/01/2012
Fawkes - L'araba fenice
«Un uccello mitologico, che non muore mai, la fenice vola lontano, avanti a noi, osservando con occhi acuti il paesaggio circostante e lo spazio distante. Rappresenta la nostra capacità visiva, di raccogliere informazioni sensorie sull'ambiente che ci circonda e sugli eventi che si dipanano al suo interno. La fenice, con la sua bellezza assoluta, crea un'incredibile esaltazione unita al sogno dell'immortalità».
The Feng Shui Handbook, feng shui Master Lam Kam Chuen
16:24 Scritto da: blackat127 in blog life, libri e fumetti, musica, sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: libri, arte, musica, calcio, milan, cucina | OKNOtizie |
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